10 Aprile – Sagra della Mostardella

La mostardella è specialità tipica dell’entroterra genovese, e di Sant’Olcese in particolare.

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Originariamente era un salume povero, fatto con gli scarti di manzo e di maiale, ora invece viene fatto con ingredienti selezionati

La mostardella viene preparata con carne di manzo e grasso di maiale di buona qualità, aromatizzato con sale e spezie, e viene consumata fresca. È un salume a metà tra il salame e la salsiccia, visto che si mangia sia crudo, tagliato a fette spesse, sia cotto (originariamente si cuoceva, visto che la carne usata per prepararla non era molto tenera).

Leggendo su Agriluria.net scopriamo che:

Un tempo era usanza, in zona, che l’aspirante sposo portasse ai genitori della fanciulla una mostardella. Se, dopo i convenevoli e le indagini di rito da parte del padre della futura sposa, veniva tagliato il salame il matrimonio era permesso.
Durante i mesi invernali, quando non si lavorava nei campi, i contadini trovavano lavoro stagionale presso i salumieri che li pagavano con un chilo e mezzo di mostardella e una lira alla settimana.
È ottima se mangiata tagliata un po’ spessa su calde fette di pane, oppure a dadetti come aggiunta nelle minestre.
L’uso ricorrente del lardo come condimento fa propendere per un diffuso allevamento di suini in val Polcevera, almeno fino al 1500, periodo in cui iniziava a diffondersi la coltura dell’olivo.
Comunque, sia l’allevamento bovino che suino erano praticati per soddifare i fabbisogni interni della famiglia.

Come ogni anno il Comitato Locale di Sant’Olcese della Croce Rossa Italiana  organizza la Sagra della Mostardella.

Giunta alla 18° edizione la sagra apre la stagione Sant’Olcesina degli appuntamenti all’aria aperta dedicati alla gastronomia e alle eccellenze del nostro territorio.

A partire dalle ore 12 a Sant’Olcese è possibile gustare la Mostardella e altre prelibatezze (non vi perdete l’accostamento uova-mostardella…..!!!!)

Alle 14.30 aprirà poi l’Ospedale dei Peluche, dove tutti i bambini potranno portare i prpri peluche “malati” per farli curare dai volontari della Croce Rossa.

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